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venerdì 5 luglio 2013

Giada Diano si racconta al NonSense
















Mercoledì 10 luglio ore 18.30

Presentazione del libro Io sono come Omero di Giada Diano.
Reading di poesie della Beat generation.


Emiliano Scappatura, giornalista e scrittore intervista Giada Diano, autrice di 'Io sono come Omero- Vita di Lawrence Ferlinghetti' (Fertrinelli), sul rapporto che la lega al poeta e artista novantaquattrenne di San Francisco e sulla straordinaria stagione creativa che la beat generation rappresenta.

Reading di Daniela Scuncia
Musiche a cura di Davide Ambrogio

Il libro

“Io sono come Omero, intendo Omero il mio cane. Sempre alla ricerca delle proprie radici” L. Ferlinghetti

Ultimo testimone di un'epoca gloriosa, Lawrence Ferlinghetti con la sua vita straordinaria offre un punto di vista sulla beat generation che rinverdisce, e riattualizza, le battaglie per i diritti civili, il clima di accesa tensione utopica, l'ansia di libertà professata nei fatti di quel movimento. lo sono come Omero nasce dalla magica e singolare amicizia tra il poeta e una giovane scrittrice; Giada Diano ha consultato e tradotto i diari privati di Ferlinghetti, ne ha discusso con lui, ha parlato con amici, conoscenti e familiari. Da questo crogiolo di notizie inedite, conversazioni e ricordi scaturisce una biografia ben poco canonica: spigliata e incantata allo stesso tempo. Si tratta di una rievocazione dal taglio soggettivo ed emozionale, che ripercorre con una ventata di freschezza le esperienze europee del poeta (dal servizio in Marina agli anni parigini alla lunga ricerca delle radici italiane) e la grande stagione culturale di cui Ferlinghetti è stato padre e nume tutelare dentro e fuori gli Stati Uniti. 

martedì 19 luglio 2011

Il tacco di Dio - di e con Katia Colica, musiche di Antonio Aprile


Reading tratto dal libro-reportage “Il tacco di Dio" di Katia Colica

Mercoledì 20 luglio ore 20.30  Spazio Culturale Nonsense

“Loro sì; i nostri uomini sono come bambini: basta un rumore di notte per fargli venire paura. Al mio è venuta paura di questa vita e ne ha scelta un’altra, lontano da qui, con una donna che non sono più io e assieme a dei figli che non sono più questi. 

 Ho diciassette anni e io, invece, non sono mica una bambina. È un pezzo che non lo sono più. La mattina chiudo la porta di questa casa che un’amica mi ha aiutato a forzare e prendere per me e i miei figli, e parto per la città. Non ho un lavoro. Certo che l’ho cercato ma nessuno me lo ha mai dato; e quindi me lo invento io ogni giorno: mi sciacquo il viso con l’acqua del lavandino e mi preparo a mendicare, a prostituirmi, a rubare. Voi pensate che questo sia male?
E i dolori atroci delle pance vuote dei miei bambini non sono forse male? 
E così rubare o chiedere la carità non ha più tutta questa differenza”.

Katia Colica, durante il reading  del suo libro-reportage "Il tacco dio Dio" tenutosi Mercoledì 20 Luglio presso la sede dell'associazione culturale Nonsense a Reggio Calabria

Katia Colica durante il reading, sullo sfondo il mucisista Antonio Aprile.