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venerdì 20 aprile 2012

Cave Cavia - Performance della visual artist Taciana Coimbra

venerdì 27 Aprile 2012 ore 19.00

Non possiamo fare finta di non vedere il futuro che si prepara…ciò che minaccia la nostra agricoltura minaccia il territorio, la sicurezza di chi lo abita, la sostenibilità della nostra vita sulla Terra, la bellezza e in definitiva la nostra stessa esistenza.
Carlo Petrini -
Slow food                                                 
                                                                                                                                                                                                     
  1. CAVIA:  Roditore originario dell'America, di piccole dimensioni, usato in laboratorio per esperimenti.    Animale o persona sottoposta a esperimenti, prove, indagini: una c. umana / fare da c. , provare, sperimentare qlco. per primi. (Dizionario della Lingua Italiana – Sabatini Coletti) etimologia dal latino : porcellus, significa piccolo maiale (dal tupi-guarani: çabuia (sabuia), Apereá; dal inglese: Guinea pig)
  1. CAVE CANEM : Guardati dal cane. - Motto che presso gli antichi si usava scrivere sulle soglie delle case in cui stava il cane incatenato dentro la porta.
CONCEPT
L’artista Taciana Coimbra paragona l’individuo ad una cavia, rispecchiando la realtà contemporanea dove il ‘sistema’, i cui interessi capitalisti rappresentano l’unico scopo dei detentori del potere, trasforma l’uomo in un semplice oggetto di esperimento e mezzo per produrre il capitale, assecondando valori ed etica sociale.
L’opera della Coimbra ci fa riflettere, mettendo in discussione tematiche su come la vita sia diventata meno sana. L’alimento industrializzato pieno di conservanti, gli allevamenti con animali gonfiati dagli ormoni, gli affollati fast food, le corrompenti campagne pubblicitarie dei mass-media, l’uso di tecnologie pericolose ed inquinanti come l’energia nucleare, le dannose nanoparticelle o le impercettibili onde magnetiche emesse dai telefoni cellulari, sono questi, alcuni degli argomenti voluti e trattati dall’artista che tormentano la contemporaneità.  Il condizionamento del pensiero è la conseguenza del malessere ma, oggi, molti hanno la consapevolezza di esserne “manipolati” in maniera inaccettabile da un ciclone di menzogne. Purtroppo si creano tanti dubbi ed incertezze riguardo al domani, dove una società giusta ed umana sembra non trovare luogo; tuttavia, il modo in cui vivere può essere anche una scelta.
OPERE
Sulle tele in cotone grezzo la figura del corpo nudo ed incinta dell’artista dialoga con elementi simbolici allusivi all’inquinamento della contemporanea società egocentrica-capitalista. Compaiono, come tatuaggi incisi sul corpo, dei segni di onde elettromagnetiche o di nano particelle, materie invisibili ma nocive come una pioggia nucleare. 
PERFORMANCE
L’artista si collega alle tele tramite degli elettrodi creando un’installazione nello spazio con una trama di fili. L’azione performativa è accompagnata dal caos sonoro creato dal rumore di una macchina e dalla musica di un piano.     

Apparati di riferimento: Nella colonia penale – di Franz Kafka,1919 / Arancia meccanica – film diretto da Stanley Kubrick, 1971; romanzo scritto da Anthony Burgess, 1962 /Archeologia degli scavi di Pompei / L’esistenzialismo ed il grottescoco

sabato 11 febbraio 2012

Il segno, il volto, la maschera. Personale di Irene Sitibondo


Vernissage Sabato 18 febbraio 2012 ore 19.00
a cura di Gianfranco Cordì


Tutto ciò che è profondo ama la maschera ha scritto Friedrich Nietzsche.
In questo senso, ogni cosa dotata di significato si traveste, si trucca, moltiplica le proprie facce in una composizione ed in una scomposizione che non ha fine.
Le opere di Irene Sitibondo tra costumi, opere pittoriche ed assemblage, rispettano questa regola per mettere in scena, alla fine, la figura della donna in tutta la sua femminilità e identità di genere definita. Attraverso  il segno  che può essere interpretato ora come tessuto ora come tela, l’artista reggina cerca il volto ed arriva alla maschera.
Gianfranco Cordì


mercoledì 24 agosto 2011

Nonsense in mostra a Pizzo



L'associazione Nonsense ha partecipato ad Art&Co, Festival della Creatività Sostenibile organizzato il 20-23 agosto 2011 a Pizzo calabro (VV) dal LAB 2.0 per promuovere e valorizzare i temi della sostenibilità, della coscienza, dell’ecologia e della salvaguardia dell’ambiente attraverso il genio creativo, l’estro e la sensibilità degli artisti coinvolti.

L’Arte, la Cultura, la Creatività, l’Informazione, la Sostenibilità Ambientale fusi tra loro, immersi nello splendido scenario del borgo marinaro di Pizzo Calabro appositamente adibito a spazio espositivo e palcoscenico teatrale, fra i palazzi storici e i magici vicoletti di una delle zone più suggestive del paese.

L'associazione Nonsense era presente con un banchetto oltre che con la proiezione fotografica di Alessandro Mallamaci su "U Stegg!" e l'esposizione Grafikplast della pittrice Krezenzia Gehrer. U Stegg! è uno stage itinerante di musica e danza tradizionale dell'Aspromonte meridionale. Le fotografie sono state inserite in maniera naturale nel contesto del borgo sfruttando come telo per la proiezione un lenzuolo sul balcone di un'abitazione privata. A completare l'esperienza dei visitatori c'erano alcune registrazioni audio di "sonate a ballu", quindi musica tradizionale delle stesse zone in cui è stato realizzato il lavoro fotografico.

Il ciclo pittorico Grafikplast invece usa il cemento quale materia formante, drammatica metafora nichilistica, l’altra metà del nulla, la nullificazione dell’essere e della sua dimensione nativa più profonda, perdita dell’identità e della dimensione ontologicamente relazionale dell’essere umano.

Le foto di U Stegg!

www.ustegg.it
www.duepuntozero.net